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Updated: 18-12-2005; 18:38:06.

 Giovedì, 23 ottobre 2003

Ma chi prepara le playlists per Radio Rai quando c'è sciopero? La mia radio sparge per la casa odore di naftalina.

Negli ultimi giorni ho letto numerosi commenti di gente scandalizzata per il cambiamento di politica di Libero. Le caselle di posta elettronica gratuite non sono più gratuite a meno che non si sia clienti di Wind/Libero/Infostrada (e quindi le si paghi nell'ambito dell'abbonamento). Adesso costano 2,5 Euro al mese.

Mi sfugge lo scandalo, gestire un servizio di posta elettronica è costoso, perché un'azienda dovrebbe offrire il servizio gratuitamente a chiunque ne faccia richiesta?

Si tratta dei postumi del boom del "free internet". Per un periodo piuttosto lungo sembrava che l'importante fosse avere utenti registrati, a qualsiasi costo. In questo periodo sono stati offerti servizi gratuiti di qualsiasi tipo in cambio di username e password di migliaia di utenti.

La Borsa premiava queste aziende "generose" con un tot a utente registrato (in alcuni momenti questo "tot" equivaleva a migliaia di euro). In teoria prima o dopo questi utenti registrati si sarebbero trasformati in clienti paganti.

Con la bolla scoppiata, l'economy sgonfiata e la borsa dimezzata stiamo arrivando alla resa dei conti: le aziende tentano di trasformare gli utenti in clienti.

Vedremo come va a finire, ma credo che tutti si possano mettere il cuore in pace: la casella di posta elettronica gratis non è cosa che durerà ancora per molto. Magari non dovrete pagarla con soldi ma con un pezzo della vostra privacy o con una parte della vostra attenzione, ma gratis non più.

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© Copyright 2005 Paolo Valdemarin.