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Il mio biglietto da visita.

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Updated: 1-03-2005; 9:58:27.

 Lunedì, 14 febbraio 2005

Biglietti da visita
Sono stufo di avere biglietti da visita che scadono, con informazioni datate o proprio sbagliate: i prossimi che faro' stampare avranno solo nome, indirizzo email, indirizzo del blog e magari un link alla mia pagina con le contact information: http://val.demar.in/info

Per chi non arriva qua partendo da un biglietto da visita ho aggiunto un link nella colonna in alto a destra.

Pensieri inglesi
La mia ultima gita a Londra è stata rapida e dedicata soprattutto a lavorare (ho comunque fatto un salto all'Apple Store e ho recuperato un iPod Shuffle ;-), ecco comunque alcune riflessioni con cui sono tornato a casa.

L'economia inglese va bene. Da un lato il governo dice che l'inflazione è al minimo degli ultimi 20 anni e che il prossimo passo è creare posti di lavoro remunerati meglio, visto che anche la disoccupazione è ai minimi. Ma anche parlando con clienti e collaboratori c'è una diffusa impressione di fiducia e voglia di investire. Venendo da un paese in cui ti dicono che la crisi è dovuta soprattutto a fattori internazionali e dove le imprese sembrano aver perso le chiavi delle proprie casse ci si rimane un po' male.

C'è della stampa "autorevole ed indipendente". Questa non è solo la definizione con cui la gran parte degli inglesi definisce la BBC, è un dato di fatto. Tanto per fare un esempio Blair ha di fatto iniziato la campagna elettorale negli ultimi giorni affermando però che di campagna elettorale non si tratta. Al telegiornale della sera il giornalista della BBC che ha intervistato il primo ministro gli ha detto chiaramente in faccia di non credergli ed ha ribadito in chiusura del servizio come secondo lui si trattasse di vera e propria campagna elettorale. Al TG1 questo catapulterebbe istantaneamente chiunque nel limbo dei giornalisti disoccupati.

Londra è cara, carissima. Alberghi cari, ristoranti cari, taxi cari, metropolitana cara, scarpe e abbigliamento economici. In realtà non è affatto vero ma con i prezzi che da qualche tempo applicano i commercianti italiani un paio di scarpe in Bond Street ha un prezzo assolutamente comparabile ad una qualunque bottega di Gradisca d'Isonzo. Roba da non crederci.

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© Copyright 2005 Paolo Valdemarin.