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Updated: 18-12-2005; 18:00:50.

 Lunedì, 30 settembre 2002

Si può insegnare ad esser furbi?

Continuano le interessanti discussioni sulla formazione, e anche Vincenzo, che di professione è formatore, aggiunge le sue considerazioni.

E' vero, probabilmente si dovrebbe partire da lontano, dalla scuola ad esempio, per diffondere il verbo. Però noi non dobbiamo necessariamente cambiare il mondo in un unico colpo, possiamo anche farlo un po' per volta (credo che un buon obiettivo a breve termine potrebbe anche essere "sopravviviere in un modo o nell'altro".

Un primo obiettivo potrebbe essere quindi l'individuazione di un tipo di aziende che più di altre si potrebbero avvantaggiare da questi sistemi. Il profilo ideale sono quelle aziende con un numero molto alto di "knowledge workers", di persone che hanno la necessità di avere un livello molto alto di conoscenza di quello che succede nel loro settore sia all'interno che all'esterno delle aziende stesse.

Se non fosse ridicolo, direi che le prime della lista potrebbero essere proprio le aziende che si occupano di consulenza, ma visto che è probabilmente ridicolo, secondo voi quali aziende potrebbero essere le seconde della lista?

Ad ogni modo sono convinto che un uso efficiente di queste tecnologie possa rendere più efficienti e più veloci le aziende, e credo che proprio in momenti come questo l'efficienza debba essere ricercata. Quello che noi possiamo offrire non sono software da centinaia di migliaia di euro, ma software che costano poche decine di euro se non addirittura zero, ma che possano aiutare ad essere, o perlomeno a sembrare, più furbi.

PS: vi anticipo la prossima domanda: individuate queste potenziali aziende clienti, come facciamo a contattarle?.


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© Copyright 2005 Paolo Valdemarin.