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Il mio biglietto da visita.




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Updated: 18-12-2005; 18:00:53.

Paolo's Weblog.

 Lunedì, 30 settembre 2002

Si può insegnare ad esser furbi?

Continuano le interessanti discussioni sulla formazione, e anche Vincenzo, che di professione è formatore, aggiunge le sue considerazioni.

E' vero, probabilmente si dovrebbe partire da lontano, dalla scuola ad esempio, per diffondere il verbo. Però noi non dobbiamo necessariamente cambiare il mondo in un unico colpo, possiamo anche farlo un po' per volta (credo che un buon obiettivo a breve termine potrebbe anche essere "sopravviviere in un modo o nell'altro".

Un primo obiettivo potrebbe essere quindi l'individuazione di un tipo di aziende che più di altre si potrebbero avvantaggiare da questi sistemi. Il profilo ideale sono quelle aziende con un numero molto alto di "knowledge workers", di persone che hanno la necessità di avere un livello molto alto di conoscenza di quello che succede nel loro settore sia all'interno che all'esterno delle aziende stesse.

Se non fosse ridicolo, direi che le prime della lista potrebbero essere proprio le aziende che si occupano di consulenza, ma visto che è probabilmente ridicolo, secondo voi quali aziende potrebbero essere le seconde della lista?

Ad ogni modo sono convinto che un uso efficiente di queste tecnologie possa rendere più efficienti e più veloci le aziende, e credo che proprio in momenti come questo l'efficienza debba essere ricercata. Quello che noi possiamo offrire non sono software da centinaia di migliaia di euro, ma software che costano poche decine di euro se non addirittura zero, ma che possano aiutare ad essere, o perlomeno a sembrare, più furbi.

PS: vi anticipo la prossima domanda: individuate queste potenziali aziende clienti, come facciamo a contattarle?.


 Sabato, 28 settembre 2002

JY commenta le due settimane che ci sono volute per avere una linea telefonica a casa mia (in Francia apparentemente non è molto diverso). Devo dire che in realtà da queste parti non ho mai aspettato così a lungo, è che la settimana scorsa c'è stato un brutto temporale e sono saltate un sacco d'installazioni. Quanto ci vorrà ad avere una adsl? Boh... non ne ho idea, vedremo, speriamo poco, perché vivere a 48K è deprimente...

In effetti non ho neanche ancora richiesto l'adsl in quanto non si può fare la richiesta senza avere prima una linea telefonica normale (!). Quindi lunedì sarò di nuovo attaccato al 187.

In realtà il motivo principale di questo post è quello di rispondere in italiano (che JY non parla) ad un post che lui ha fatto in francese (che io non parlo)


In Italy, a Kinder, Gentler Fascism. An end to the demonization of Fascism by scholars created an opportunity for Italy's old neo-Fascist party to move from the political fringe toward the center. By Alexander Stille. [New York Times: International]

 Venerdì, 27 settembre 2002

Voci

50% di espositori in meno a SMAU 2002. Non è che mi piacciano le fiere, anzi. Mi sono fatto SMAU da espositore ai 14 ai 24 anni, e da qualche anno tento di starne alla larga. Non solo non vado a SMAU, evito anche di andare a Milano in quei giorni.

In termini di novità, ormai le fiere servono a poco: c'è il web. Sono utili perché si incontra gente e si fanno affari. Al contrario del salone dell'automobile (che non si è fatto) una fiera come SMAU è anche l'occasione per gente del settore di incontrarsi e fare affari (dubito che Fiat faccia accordi con GM perchè si incontrano alle fiere...).

Se la voce del 50% di espositori in meno fosse vera sarebbe un gran brutto sintomo della situazione.


Negli ultimi giorni ho passato un po' di tempo al telefono con Beppe Caravita (di professione giornalista) a parlare di weblogs. Già che c'eravamo abbiamo aperto più o meno "al volo" il suo weblog.

Welcome on board, enjoy the ride


 Giovedì, 26 settembre 2002

Vendere

Heh! Visto che funziona? Al post di ieri sono arrivati intanto 3 commenti e un post da parte di Gaspar. Mi sembra ci sia una condivisione di massima sul fatto che la gran parte degli utenti oggi non sfrutta le risorse tecnologiche di cui dispone. La risposta più elementare parrebbe essere "facciamo formazione!". Ma non si tratta solo di formare nell'uso di software, ma di contestualizzare quest'uso (non solo "come su usa", ma "perchè ha senso usarlo in un certo modo").

Capt.Nemo propone di creare un Team di Computer Clown Teachers. Ci sto! Come troviamo i clienti? E siamo tornati alla domanda iniziale


 Mercoledì, 25 settembre 2002

Veniamo alle cose serie

Dopo qualche giorno di pausa su questo sito (ho un sacco di lavoro arretrato e poco tempo per scrivere) torno a voi con la madre di tutte le domande: come vendere le nuove tecnologie?

Ci sono un sacco di nuove tecnologie che consentono davvero di ottimizzare il lavoro di chi lavora più o meno davanti ad un computer (o comunque, con un computer sulla scrivania). Ciò che appare sempre più evidente è che le tecnologie stanno entrando nelle imprese, ma spesso e volentieri non vengono usate nel migliore dei modi.

Ad esempio: tutti pare abbiano scoperto la posta elettronica, e tutti ne fanno uso, anzi, abuso. Il punto è che sempre più spesso qualcuno scrive un documento con Word, lo manda a 3 colleghi, e nel giro di 10 minuti ci sono in giro quattro versioni diverse dello stesso documento e nessuno che sappia quale sia quella ufficiale. I file servers non vengono usati perchè sono "difficili" (tenete in considerazione che una buona parte degli utilizzatori di PC non fanno attenzione a dove effettivamente vengono salvati i files che scrivono), per non parlare di operazioni come la creazione di un filtro per la posta in arrivo con Outlook o la gestione di files su una intranet.

Le tecnologie che risolvono una buona parte di questi problemi non solo esistono, ma costano relativamente poco. Non solo, visto che l'aumento dell'efficienza di questi strumenti si riflette sugli investimenti in risorse umane, è anche abbastanza facile rilevare come si tratti in effetti di investimenti e non di spese.

Ora, noi tutti siamo qua, con le nostre belle tecnologie che ci rendono facile la comunicazione, mentre da qualche parte la fuori ci sono un sacco d'aziende che ne avrebbero bisogno e continuano a lavorare male con quel poco che hanno. Come andare dal punto A al punto B?

E' ovvio che non esiste una risposta "semplice" a questa domanda, ma visto che sono sicuro che ci sia un sacco di gente in gamba la fuori, sono proprio curioso di vedere che idee ci sono in giro.


 Venerdì, 13 settembre 2002

Le vecchie Lire

Ieri sera al telegiornale ho sentito riportare una serie di notizie più o meno inutili in cui regolarmente si faceva riferimento alle Vecchie Lire. Neanche "Tot Euro equivalenti a ... " ma proprio solo Vecchie Lire.

Ora, sono passati più di nove mesi, e invece di iniziare a lasciar perdere la storica valuta a favore della nuova, se non altro per farcela entrare in mente e per scongiurare immotivati aumenti di prezzi, continuo a sentir nominare le Lire più frequentemente che mai solo precedute da quel Vecchie.

Si vincono alla lotteria miliardi di Vecchie Lire, la nuova Fiat costa milioni di Vecchie Lire, la verdura costa migliaia di Vecchie Lire...

Ma perché poi vecchie? Ci sono forse le Nuove Lire?

In compenso in Euro vengono dichiarate le cifre astronomiche dei bilanci statali, o dei buchi negli stessi. Milioni di milioni di milioni di milioni di Euro. Quelle cifre che non le capiremmo espresse in qualcunque valuta, quindi non è neanche molto importante che siano giuste (infatti spesso e volentieri non lo sono, tanto tra un milione di Euro e un miliardo di Euro chi mai coglie la differenza?).

Mah...


 Lunedì, 9 settembre 2002

Lasciamo perdere tutto?

In un lungo pezzo intitolato Ai "liberi pensatori della terra di nessuno" nel pianeta Blog, Sergio Dall'Omo risponde a tutti o quasi i blogger che, a vario titolo, lo hanno criticato per l'articolo pubblicato su Il Gazzettino, promettendo indagini e querele.

Quello che mi colpisce di più di tutta questa storia è l'influenza negativa che la lettura del pezzo ha su ciò che sto scrivendo in questo momento.

Dissento profondamente da quanto scritto da Dall'Omo, ma in questo momento non oso parlarne approfonditamente. Non metto in dubbio che molte delle leggi citate e delle possibili applicazioni delle stesse siano corrette, ma ciò non di meno, l'atteggiamento epresso e quella che mi pare una certa mancanza di dialettica mi sembrano preoccupanti.

Potrei finire anch'io nel mirino? Tutto sommato penso e spero di no, ma il fatto che oggi non stia scrivendo più come scrivevo ieri mi pesa.

Non ci sono ancora leggi che coprono specificamente quanto viene pubblicato sul web, e questa situazione da terra di nessuno può creare dei fenomeni distorti, come i siti posti sotto sequestro o più semplicemente i rischi che corre chi ospita contenuti gestiti da altri sulla propria infrastruttura.

Pare che che in un qualunque caso di dissenso si possa facilmente zittire la controparte con un po' di carta bollata ed un avvocato.

Che sia il caso di tornare a scrivere esclusivamente di JavaScript, php e XML-RPC? Lasciamo perdere qualunque diverbio perché si potrebbe finire in tribunale con costi personali e sociali indicibili? Lasciamo perdere tutta 'sta storia dei weblogs perché è troppo pericoloso ed il gioco non vale la candela?

Se siamo davvero a questo punto (e pare sia proprio così), siamo messi proprio male.



The New York Times: The Height of Ambition. Articolo molto interessante sulla storia del WTC.

 Domenica, 8 settembre 2002

Occhio alle foto

Se mandate agli amici foto digitali, poi ve ne dimenticate e convincete gli stessi amici ad aprire un weblog, potrebbe andare a finire che vi ritroviate on-line in situazioni non convenzionali. Roba da render fiero Antonio .


 Giovedì, 5 settembre 2002

insomma, preferisci il mio, di ci vi, o quello di un vero, grande CEO della "New Economy" ? ;-)) [dotcoma News]

Ridendo e scherzando, Massimo pubblica il suo curriculum. Ben lungi da voler fare raccomandazioni, oggi ho parlato un paio d'ore al telefono con lui e... non solo ha anche una voce, ma pare in gamba !


Antonio Tombolini elabora ulteriormente l'espisodio citato ieri sulla chiusura del sito Brogliomontani.it da parte della Polizia, dicendo tra l'altro "NESSUNO puo' azzardarsi a "SEQUESTRARE" il giornale che riporta il tuo articolo! Con Internet, invece, ritengono "normale" farlo."

In effetti molti di noi danno per scontate una serie di libertà che forse non abbiamo. Siamo talmente immersi in una realtà globale che capita di dimenticarsi che i problemi sulla libertà d'espressione che ci possono essere negli USA, sono diversi da quelli che abbiamo qua.

Alcuni commenti fatti di recente, in occasione della storia capitata a Simone e la sua minacciata querela ci fanno rendere conto che sebbene quella fosse una storia piccola piccola di quasi nessuna importanza, quasi chiunque in Italia può zittire qualcun'altro solo citandolo per diffamazione (che poi un tribunale dimostri, in circa 10 anni, che non aveva diritto di farlo, è tutto un altro discorso).

Linkare alla storia in cache è un'idea (anzi, mo' lo rifaccio), ma forse ci vorrebbe qualcosa di più.

Si potrebbe partire da un'opinione legale da parte di uno o più esperti. Diamo un weblog agli avvocati? Ai giudici?


 Mercoledì, 4 settembre 2002

Ermes ci sta dando dentro con i pullman per il 14 settembre dal Friuli Venezia Giulia. Ci sarà qualcuno a bloggare la manifestazione?

Sito italiano chiuso dalla Polizia di Stato.

Gravissimo: censura all'opera! - [Punto Informatico] Brogliomontani.it, il sito chiuso dalla Polizia di StatoC'è un sito, questo, dedicato alla tangentopoli barese, che se la prende con un po' di magistrati e dice la sua, a modo suo. Qual è il problema? Il problema è che quella che avete visto al link precedente è una copia cache del sito. Provate ad andare all'indirizzo originario del sito: Brogliomontani.it. Chiuso. Chiuso dalla Polizia di Stato, senza aver ancora reso noto uno straccio di motivazione. Allucinante! Invito chiunque legga a pubblicare il link alla copia cache, per ora. Che altro fare? Fuori le idee![Simplicissimus]

Hmmm... non saprei. Non c'è dubbio che la cosa sia preoccupante, ma non conoscendo i risvolti della storia è difficile dare un giudizio... ci devo pensare ancora un po'.

Dal punto di vista tecnico, a parte la pagina generata con Word, mi sarei aspettato che un sito "oscurato" venisse semplicemente messo off-line, non sostituito da una pagina del Ministero dell'Interno.

Il ministero potrebbe iniziare a vendere banner pubblicitari su queste pagine con tutto il traffico che senz'altro fanno...


 Lunedì, 2 settembre 2002

Sono qua con Ivo di Simulware.

Il mio nome è 'nessuno'

Un articolo sul Barbiere della Sera supporta il diritto all'anonimato.

Un pensiero senza identità corre meno rischi di essere travisato (classificato, sottovalutato, sovravalutato ecc..), è lì e basta, a dire ad altre persone o ad altri pensieri cose che possono 'interessare'.

 Domenica, 1 settembre 2002

La Repubblica: Anche nel nostro paese cominciano ad apparire le prime applicazioni delle reti wireless
Wi-Fi, Italia istruzioni per l'uso

Niente di nuovo, se ne sono solo accorti.


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Paolo Valdemarin: 2005